E’ ormai trascorso quasi un mese dalla conclusione del Festival di Sanremo 2011 ma come ogni anno la kermesse canora italiana per eccellenza lascia dietro di sé una scia di considerazioni, curiosità, scandali, gossip ma soprattutto talenti musicali. A quest’ultima categoria appartengono anche i BTwins, i due gemelli ascolani che hanno gareggiato nella categoria “Sanremo Giovani” con il brano “Mi rubi l’amore”.
Due voci, due chitarre, due cuori che battono per la musica: Eraldo e Giuseppe hanno coronato il sogno di portare la loro passione sul prestigioso palco del Teatro Ariston e i riscontri dal loro debutto sono stati positivi, visto che grazie all’ep “BTwins”, entrato direttamente in 14esima posizione nella top 20 dei dischi più venduti della settimana, questi due giovani artisti si piazzano al secondo posto (dopo Raphael Gualazzi) nella chart delle nuove proposte sanremesi.
I BTwins stanno dunque cavalcando un’onda di successo, e in questo turbinio di emozioni e di impegni lavorativi per promuovere il loro album d’esordio si sono fermati per riprendere fiato ma soprattutto per rilasciare un’intervista esclusiva a Fansblog, della quale potete leggere la prima parte di seguito. Il secondo appuntamento è fissato per venerdì 18 marzo, perciò… stay tuned!
Ad un mese di distanza dal Festival di Sanremo avete elaborato un po’ questa grande “avventura” che avete vissuto?
G: E’ chiaro che l’esperienza di Sanremo per noi è molto nuova perchè non abbiamo calcato grandi palchi prima d’ora, quindi tutta questa “centrifuga” di emozioni, così ci piace definirla, è una novità per noi, e culmina poi nell’esibizione che è quella che vedono tutti, ma i retroscena sono tanti e sono anche molto divertenti per noi che li viviamo per la prima volta.
E: Tutti gli episodi che avvengono dietro le quinte un po’ fanno effetto perché vedere i grandi artisti, gli artisti di Sanremo, che sono lì accanto a te e parlano tra loro fa una certa impressione. Questi sono ricordi che ti porti dietro per sempre, anche perché Sanremo è un’esperienza che ti forma molto.
Scegliete quattro aggettivi per descrivere il vostro Festival di Sanremo…
G & E: Divertente, nuovo, intenso, stancante (G: La stanchezza non l’avverti tanto quando stai lì perché hai voglia di fare tutte quelle cose che ti divertono, quando torni a casa però ne risenti un po’)
Qual è la vostra canzone preferita dell’ep e perché?
G: E’ difficile da dire perché per quella che abbiamo portato a Sanremo, “Mi rubi l’amore, c’è un affetto particolare visto che è il brano d’esordio e ci ha fatti conoscere al pubblico, poi c’è “Brilli” scritta per noi da Mogol, poi ce ne sono altre tre che abbiamo scritto personalmente e quindi non saprei… è come chiedere a un padre di scegliere tra i propri figli.
E: Tutte le canzoni del disco le percepiamo nostre perché per averle messe lì dentro vuol dire che sono entrate proprio nel nostro mondo e ci appartengono.
Fra 10 anni come e dove vi vedete?
E: Questo è difficile da dire perché Sanremo è stato sì un punto di arrivo dato che comunque sia è un grande trampolino di lancio, una grande vetrina, però è anche un punto di partenza dal quale iniziare un percorso che non si sa dove potrà portarci. Noi speriamo di continuare a realizzare lavori discografici e a fare anche, oltre alla promozione, live e concerti, e vediamo come andrà.
Quanto è stata importante per voi l’esperienza alla scuola di Mogol, il Cet, e soprattutto che rapporto avete con lui personalmente?
G: Noi nel 2008 abbiamo fatto il corso al Cet di Mogol. E’ un corso molto formativo secondo noi perché è un’immersione totale nella musica, insieme a gente che condivide la tua stessa passione, quindi si è li per vivere di musica, se così si può dire. Si va una prima volta (5 giorni) poi si torna un mese a casa per applicare i concetti e le nozioni, poi si ritorna a scuola per altri 5/6 giorni, si torna nuovamente a casa e infine si torna al Cet per un corso (4/5 giorni) seguito dal concerto finale.
E: Quest’esperienza ti forma sia come persona, perché conosci molti appassionati di musica, sia a livello artistico, perché noi scrivevamo già i nostri pezzi, ma dopo quel corso c’è stata una crescita che ci ha spinti a scrivere sotto nuove influenze e da nuovi punti di vista.
A proposito di canzoni, avete dovuto fare una grossa scrematura per scegliere quelle da inserire nel disco?
E: Noi parecchie le abbiamo scritte nel corso degli anni, poi tra quelle abbiamo scelto le più adatte per il disco in questo momento, quelle che potevano anche essere più adatte per la nostra situazione, quelle che ci sentiamo meglio addosso. Le altre sono nel cassetto…
G: Però sono composizioni che sentiamo nostre quasi quanto queste altre perché da 3/4 anni a questa parte abbiamo scritto pezzi originali nostri, e poi a seconda del periodo che uno attraversa la composizione prende una certa piega.
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